La Nazione
UN'OVAZIONE 'globale'. Chi è saitato in piedi dai divano per applaudirlo, chi ha postato sui social messaggi di 'bentornato', chi lo ha potuto applaudire dai vivo come i ragazzi dei Commandos che erano a Pesaro. Perché davanti a storie come quelle di Rimantas Kaukenas, il concetto di avversario passa in secondo piano. C'è soltanto l'ammirazione per un campione che a 35 anni appena compiuti (ha spento le candeline i'11 aprile) è riuscito a stabilire un nuovo record in termini di recupero da un infortunio gravissimo come la rottura dei legamenti. Aveva fatto qualcosa di strabiliante già nel 2008: infortunatosi il 27 dicembre, tornò a giocare il 22 maggio: cinque mesi, ora più ora meno. Già per quei recupero (rientrò in gara-I dei quarti di finale con Milano e segnò 9 punti) si gridò ai miracolo. E nessuno poteva immaginarsi che ce ne sarebbe stato un altro. Per la verità nessuno voleva neppure prendere in considerazione l'ipotesi. Ma ecco il nuovo crack del ginocchio, datato 27 novembre 2011. Rientro in campo il 26 aprile: cinque mesi esatti, bisestile più, bisestile meno. La foto del suo urlo liberatorio a fine partita ha ben presto invaso le bacheche facebook di tutti i tifosi della Montepaschi. Ma ciò che ha impressionato di più è stata la facilità con la quale Kaukenas non solo è rientrato ma in campo ma ha anche saputo essere decisivo con un paio di triple delie sue, con quelle penetrazioni spacca difesa. Bentornato Rimas.