Corriere di Siena
SIENA Big match doveva essere e tale è stato. Feroce nelle difese e nelle proteste, spezzettato, non bellissimo nell'estetica ma quanto mai efficace ed esaltante. Così la Monte-paschi tiene a bada l'insegutrice arrivata per fare il colpo, interrompe una serie di ko consecutivi che durava dal dopo-Final 8 e mette un'ipoteca importante sulla poltrona in vetta. Pianigiani apre con McCalebb, Thornton, Moss, Stonerook e Andersen, risponde Scariolo con Cook, Gentile, Hairston, Fotsis e Bourousis. Le squadre si studiano e non si fanno certo i complimenti, Thornton sblocca il risultato, poi ci pensa il coach ospite a infiammare l'atmosfera quando protesta in maniera plateale per un fallo fischiato a Gentile (che ne esce con un taglio sanguinante), ignora una minaccia di tecnico da parte della terna e manda su tutte le furie gli spalti. Anche sul parquet la lotta si scalda, Mancinelli entra e infila una serie personale di 8 punti e regala all'Armani il 6-10 al 6' mentre Pianigiani predica calma da bordo campo ai suoi, un po' troppo nervosi. Le raccomandazioni e un time out riportano i campioni sui giusti binari, tanto che Andersen (tripla), Moss con 7 punti personali e "speedy" Mc Calebb permettono di mettere nuovamente la testa avanti con un parziale autoritario di 12-2 (18-12). A 37" dalla prima sirena Andersen regala spettacolo con una sontuosa stopata su Radosevic, poi la partita scivola verso il termine del primo quarto sul 18-14. Nel secondo tempino sale in cattedra Nikos Zisis, che crivella la retina meneghina facendo impazzire la difesa preparata da Scariolo. Carraretto, poi, al 4' completa un momento di grande esaltazione con la tripla del +11 impreziosita da una dedica alla curva impazzita (28-17). Milano è sotto choc, ma prova a reagire e si affida a Bremer e Hairston, che al 6' riducono un po' lo strappo (28-21) in una jungla di difese aspre ed errori su entrambi i fronti. Questo, però, risveglia Zisis, assolutamente incontenibile, che segna e a ruota apre la via ad Aradori per canestro e fallo, tutto monetizzato per il 33-21 al minuto 8. Moss è in cima agli incubi dell'Armani per la sua grinta in copertura, ma anche Stonerook non si tira indietro se si tratta di fare a sportellate con Bourousis. Nel finale di frazione gli ospiti, in volata, risalgono la china, ma appena suona la sirena perdono la testa: proteste, aggressioni con mani addosso agli arbitri, dirigenti e Scariolo in prima fila a fare la voce grossa e due tecnici raccolti da Fotsis e dal coach a cronometro già congelato. A margine di questa follia, il tabellone dice 35-30. La ripresa si apre con Moss in lunetta per 4 tiri liberi, ne mette a segno 3 e, sulla successiva azione da centrocampo, Andersen vede il ferro sputare letteralmente la sua conclusione dalla media. Milano la mette ancora più sul ruvido e pesca dal mazzo il jolly Melli, con mano educata al tiro e movenze che denotano mestiere maggiore di quanto non dica la sua età, rimette l'Armani in linea di galleggiamento, mentre sul fronte della capolista il compito di rintuzzare gli assalti altrui si divide tra Thornton, Mc Calebb e Andersen. Il bello spettacolo, vista anche la posta in palio, è un optional, ma le emozioni non mancano. Così il 45-40 al 4' si riduce a un 53-50 al 9' (grazie a Fotsis) che spaventa Siena. E allora ecco che salta fuori la grinta di colonne portanti come Lavrinovic e Zisis, che ristabiliscono un margine interessante (58-50) con cui andare a parlarci sopra prima dei 10 minuti conclusivi. Il +10 è compito di Carraretto con una conclusione esaltante, poi è ancora Zisis a mettere la ceralacca sul +12 (62-50). L'Olimpia si aggrappa con tutte le proprie forze alla propria pattuglia italiana che risponde presente, ma Siena alterna i propri protagonisti e con Lavrinovic e Aradori dice 67-52 al 4'. L'ennesimo assalto al- la roccaforte biancoverde parte dalle mani di Bourousis e trova terreno fertile in Mancinelli, ma il traguardo è ancora lontano (69-60), anche perché Andersen ribadisce subito la doppia cifra. Scariolo chiama i suoi a raccolta per parlarci sopra, al ritorno nella mischia le ex scarpette rosse tentano un'altra scalata e, complice la stanchezza nelle fila locali, la strada arriva fino a quota -7 (73-66) e poi si infrange sul fallo antisportivo di Hairston che manda McCalebb in lunetta a urlare il 75-66 e poi a ribadire il 77-66. Il resto è solo una passerella di gloria che porta in dote anche la differenza canestri. Grande serata per la capolista.