La Nazione
DALLA NEVE di Siena, al freddo di Roma fino al sole di Malaga. E' stato un viaggio attraverso tre climi quello che la Montepaschi ha sostenuto per arrivare in Andalusia, sorprendentemente vicino all'Africa per chi ancora non è abituato a guardare con attenzione il planisfero. Il profilo del Marocco si intravedeva facilmente attraverso i finestrini dell'aereo, il meridiano di Algeri è stato superato un'ora prima di atterrare a Malaga. Pochi chilometri ed ecco il 'Palacio de Deportes Jose Martin Carpena' dove stasera la Mon-tepaschi affronterà Malaga. Attiguo c'è 'El Estadio Ciudiad di Malaga' famoso per avere solo una tribuna centrale, senza curve, senza distinzione di posti. Perché a Malaga vedono così lo sport. Basta fare due passi sul lungomare davanti all'hotel che un signore, dopo aver sentito parlare italiano, si avvicina, rallenta la sua sessione pomeridiana di jogging e chiede: «Montepaschi? Siena ciudad hermosa, bienvenidos». Non sembra vero ma in Spagna è così. O meglio, è così a Malaga dove il proprietario dei 'Chiringuito Escribano' - luogo frequentatissimo dagli italiani, come ci tiene a precisare - assicura che lo sport viene visto in modo diverso perchè «l'equipo de ba-loncesto es l'equipo de baloncesto, no es l'hermano minor de el futbol», con un chiaro riferimento a Barcellona e Madrid. Stasera ci sarà il pienone al Martin Carpena. Con tanta musica e tanto divertimento. Ma a noi di Siena, i soliti insensibili, interessa solo vincere.
Federico Cappelli